DICONO DI ON THE ROPES


On The Ropes è un album di grande spessore, positivo sotto ogni punto di vista, ed i fratelli Corvaglia dimostrano una maturità artistica sorprendente. Speriamo che siano in tanti ad accorgersene.

(Stefano Tognoni, "Il Popolo del Blues")

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A stupire è la scrittura delle canzoni, che denota una grande maturità, nonostante la giovane età. Difficile suggerirne qualcuna, il disco va ascoltato più volte dall’inizio alla fine, così da apprezzare le diverse sfumature di brani che intersecano ritmo e melodia, grinta e dolcezza.

(Ricky Barone, "L'Isola che non c'era")

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Un disco italiano che regge il confronto e custodisce l'eredità del grande blues.

(Paolo Tocco, "Raropiù")

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Cotante presenze e dettagli di caratura promuovono On the ropes a pieni voti e sono pronti a mandare al tappeto parecchia concorrenza senza alcuna premeditazione, ma con lodevole istintività progettuale.

(Max Casali, "FreakOut Magazine")

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On The Ropes alza l’asticella delle loro ambizioni (la raccolta è interamente autografa) e le sostiene con piena cognizione di causa e vivace ispirazione.

(Elio Bussolino, "Rockerilla")

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Sì, qui di canzoni belle, bellissime ce ne sono. Che, poi, siano anche suonate bene è la convergenza che rende On The Ropes un disco assolutamente da avere. Fidatevi.

(Maurizio Matteotti, "Giornale di Brescia")

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Difficile trovare punti deboli quando il talento, genuino e cristallino, vola così alto. Dimostrazione che anche la musica legata al vecchio rock blues ha i suoi giovani interpreti di qualità. A morte chi continua a ripetere che "il rock è morto!". Ascoltate qui. C’è un po’ di futuro.

(Enzo Curelli, "It's still rock'n'roll to me")

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...sono talmente varie le sfumature che si possono cogliere - alcune brillanti, altre più tenebrose, altre ancora coloratissime - che solo ascoltandolo se ne può apprezzare appieno il valore. Un esordio magnifico.

(Luca Morzenti, "Movida Magazine")

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Dimenticatevi tutte le formazioni italiane in duo che avete ascoltato sino ad ora, i ragazzi hanno qualcosa in più ed hanno tutte le carte in regola per un biglietto di sola andata per gli States o per qualsiasi altro posto dove la buona musica viene davvero apprezzata.

(Lorenzo D'Antoni, "MusicLetter")

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Provate ora a chiudere gli occhi e provate a calarvi nei panni di un uomo che ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle e con la sola chitarra legata a tracolla si è messo in cammino, senza una meta, in cerca di una nuova realtà che potesse vestirlo con abiti nuovi e dargli un nuovo colore al volto togliendo quel pallore maturato nella monotonia di una vita che veste stretta e riduce i movimenti. Ascoltate i passi, lasciatevi guidare dall’istinto, liberatevi delle idee scomode.

(Daniele Vasco, "WeRock")

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...la loro urgenza di comunicare potrebbe essere esposta con il termine, oggi in uso, di "Americana", ovvero "affrontare diverse situzioni stilistiche e riuscire a farle convivere con carattere proprio".

(Silvano Brambilla, "Il Blues Magazine")

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Folk blues che nasce dalle radici del sound ma che riesce in questo caso ad inserire elementi di modernità che rende i 12 brani assolutamente freschi e attuali. Eccellente pulizia dei suoni e produzione di primissima qualità. Ottimo.

(Antonio Bacciocchi, "Radiocoop")

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Certo che se, come dico da sempre, mettessero sulla scena mediatica certi illustri sconosciuti, le nostre orecchie e il nostro senso estetico ne sarebbero molto migliorati.

(Gianni Giletti, "Sermig")

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Certamente molto di più di una semplice opera prima.

(Giorgio Pezzana, "MusicaMag")

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On The Ropes è il disco che segna l'ingresso nella maturità artistica dei The Crowsroads e siamo certi che questo è solo l'inizio.

("Blogfoolk")

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PROUDLY MADE IN ITALY
8/10

(Luca Fassina, "Classic Rock")

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On the ropes è un album che convince sin dal primo ascolto. Un insieme ponderato di ballate e pezzi più movimentati ad incidere sul solco esperienziale un altro capitolo degno di nota nella discografia della band bresciana.

(Marco Zordan, "Indiepercui")

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Puntate tutto ciò che avete sui Corvaglia Bros: On The Ropes è una scommessa vincente. Tornerete a casa con il cuore e le orecchie arricchiti di corpose mazzette di bigliettoni emozionali.

(Sara Bao, "Baoblog - RocknRoll398")

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On The Ropes regge perfettamente il paragone con molti nomi più blasonati e con molti più anni di esperienza alle spalle. Se il percorso del duo dovesse continuare così, ci dovremmo aspettare davvero grandi cose.

(Anna Minguzzi, "Classix")

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Da gustare in cuffia senza soluzione di continuità, questa musica non stanca mai!

(Vainer Broccoli, "IlGerone.net")

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Dopo l'ascolto, confermo che valeva la pena aspettare questi anni!

(Andrea Tevaini, "Buscadero")

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Delicati e intensi, i The Crowsroads dimostrano grande talento. Vi piaceranno.

(Gianni Della Cioppa, "Musicalnews")

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I Crowsroads non hanno paura di sperimentare scorrazzando fra i generi più disparati creando un insieme musicale orecchiabile e trascinante, ponendosi in una singolare zona di confine del panorama musicale dell’epoca e forse di tutte le epoche.

(Alfredo Cristallo, "Micsugliando")

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Quasi sorprendente il modo in cui On The Ropes riesce a spiazzare fin dal primo ascolto: primo lavoro di soli inediti dopo le cover di Reels, il disco marca i confini dell'avamposto Crowsroads con un sound spettacolare e dieci canzoni di belle speranze, inzuppate di una tradizione roots americana che i giovanissimi Matteo e Andrea Corvaglia adattano alla propria sensibilità, trasformandola in idioma capace di abitare senza contraddizioni la contemporaneità.

(Claudio Andrizzi, "BresciaOggi")

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Un disco, On The Ropes, intenso e con una forte propensione al sound internazionale.

(Maurizio Galli, "Musicalmind")

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Senza dubbio i Crowsroads, con questo gradito ritorno, confermano quello che di buono è stato fatto fino ad ora, entrando di fatto tra le migliori realtà del panorama underground italiano.

(Andrea Rossi, "Music Map")

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Godibile.

("La Provincia di Sondrio")

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